Piazzale Italia

Blocco utenti online

 
Immagine Alessandro Carniato
Blocco utenti online
 

Buongiorno,

scrivo per sondare i pareri degli amministratori su un argomento che ritengo molto delicato.

Il blocco "utenti online" visibile a tutti non vìola la privacy?

Alessandro

 
Media dei voti:  -
domenico recchia
Re: Blocco utenti online
Particularly helpful Moodlers

Ciao Alessandro,

Esattamente su quale punto dovrebbe violare la privacy il blocco utenti online? pensieroso

Se ti ritrovi registrato sulla piattaforma per svolgere un  corso (quindi sei sulla stessa "barca") ed avendo fatto il login ti ritrovi nella dashboard con il blocco utenti online attivo, non credo che qualcuno stia violando la tua privacy, se nell'accedere "nota" la tua presenza o assenza oppure viene proprio a cercarti intenzionalmente.

Oltretutto:

  • Tramite la messaggistica chiunque può bloccare colleghi e utenti sconosciuti (seppure autenticati in piattaforma), e magari indesiderati (scocciatori, pedulanti, ecc.) . Si può anche inibire la pubblicazione della propria mail e diverse altre cosucce (badge, ecc.). sorridente
  • Il rimando alla scheda personale, dove sono presenti (alcuni) dati personali è un azione  volontaria, trasparente ed orientata ad agevolare la conoscenza reciproca. I campi obbligatori (contrassegnati dall'asterisco rosso) sono pochi ed indispensabili al riconoscimento dell'utente. Tutto il resto dei campi è facoltativo e la compilazione può comunque essere regolata dagli amministratori con delle disposizioni interne.  A parte ciò è evidente che la finalità di questi campi è orientata a promuovere e rafforzare la conoscenza tra utenti, utilizzando quelli che sovente sono gli "interessi comuni" il primo punto di convergenza per "attaccare bottone" sorridente .
  • Sapere da quanto tempo non si connette quello che magari consideriamo un nostro "prezioso" collega di classe in un corso (specie se totalmente a distanza) non è di per se indizio di un delitto e quindi difatto una lesione di un diritto .. è un dato che oggettivamente si presta a diverse letture ed ha bisogno di essere ben contestualizzato prima di procedere a tagliare "tout court" servizi (magari al solo scopo preventivo). Se ad esempio un utente risulta assente da diverso tempo, in genere si tende semplicemente a non fare più affidamento su di esso per ricevere o stimolare pareri o dritte (su messaggi o forum). Personalmente  poi, uso il blocco online quando, dovendo risolvere un problema, so (o immagino) che uno o più moodler siano quelli capaci di potermi aiutare. In questo senso la presenza in realtime nel momento del login mi conforta e mi induce (mi sprona, mi rende più sicuro e deciso) nel formularla. Poi .. sovente accade che mi rispondano altri .. ma .. viva il cielo.. se la dritta è buona, ringrazio, vado avanti e tengo presente anche il nome per una prossima volta. sorridente
  • Se poi sulla scheda (profilo personale, che è collegata al nome utente visibile nel blocco utenti online) si vanno ad inserire e pubblicare erroneamente dei campi personalizzati, che contengono dati sensibili (razza, religione, notizie sanitarie) che magari si rendono obbligatori e per giunta visibili  .. allora il problema non è più dell'utente .. semmai, è di chi amministra.

Ritengo inoltre, che qualsiasi strumento fisico o virtuale si possa prestare ad una duplicità d'uso: a similitudine delle forbici, ad esempio, tutto dipende dall'uso che se ne fa.

Per cui,  se il blocco è impiegato per spiare e /o importunare il prossimo allora si, in effetti si sta violando la privacy  ma deve essere chiaro .. che la colpa non è del blocco, quanto dell'uso distorto che ne fa il singolo utente (responsabile di se stesso e firmatario delle aceptable use policies, che è bene ribadire è la premessa fondamentale per l'accesso ai corsi unitamente all'acconsentimento per la trattazione e gestione dei dati).

In questo senso, ed in base alla mia esperienza, Moodle mette a disposizione una grande quantità di dati (ed in molti contesti)  .. e lo fa sempre con il preciso scopo di aiutare la comunità (classe, gruppo, soggetto) e nell'aiutare mette in conto che gli stessi soggetti appartenenti ad un gruppo, classe, corso ..  possono:

  • essere (o sono) ad inizio del corso dei perfetti sconosciuti tra loro
  • essere  (o sono) molto lontani tra loro
  • benissimo non frequentare il corso per diverso tempo (asincronicità di intervento e moodling,  ossia una sorta di zapping e/o collegamenti mordi e fuggi,  sono fenomeni  davvero consueti durante lo svolgimento dei corsi).

Spesso, gli amministratori, abituati come sono a trattare in modo tecnico ed asettico una grande mole di dati personali (talvolta delicati), e quindi a cautelarsi e proteggere il data bank, non si rendono conto dell'importanza che può avere invece questo blocco per un singolo utente (gruppo o classe) finalizzato con molta probabilita unicamente a constatare  la sola presenza online di uno o più colleghi che stanno svolgendo il corso;  la tranquillità di saperli online e magari di poter contare su di loro in caso di necessità (l'esempio lampante è dato dalla presenza dell'insegnante o del tutor, chi di noi non lo ha mai sperimentato?). Sia chiaro .. non ne faccio una colpa sorridente per certi versi .. sono anche io .. un amministratore. ammiccante

Qui, a mio parere,  (ma dovrebbero intervenire i veri esperti del ramo) entra in gioco la filosofia , lo spirito di Moodle. Si vola quindi sui piani alti del costruzionismo e del costruttivismo. Parliamo di un e-learning che fondamentalmente deve essere recepito ed interiorizzato dagli utenti come un bisogno di auto-apprendere e che deve anche  poter essere auto-gestito dal frequentatore. In tal senso, l'aspetto social e di comunicazione diventa la terza "gamba" dell'archetipo .. un ausilio fondamentale, quel bisogno primario ed insopprimibile di comunicare, necessario e corroborante al raggiungimento dell'obiettivo poichè è orientato a coalizzare, unire il gruppo o classe, per rendere oggettivamente più qualitativo l'apprendimento e nel contempo più sopportabile e complice lo svolgimento del corso.

Se Moodle è impiegato in altri contesti, penso esempio ad una qualche forma di simulazione su base "icai" (intelligent computer-assisted instruction),  laddove cioè si rende necessario svolgere corsi in regime isolato oppure, chessò ..  ad ambienti collaborativi ma fortemente marcati da anonimicità, allora  si, concordo, il discorso della privacy assume un valore predominante, che deve quindi essere affrontato seriamente, operando in profondità, ossia personalizzando in modo spinto la piattaforma.

Dom

 
Media dei voti: Utile (2)
Immagine Alessandro Carniato
Re: Blocco utenti online
 

Buongiorno, ti ringrazio per la risposta che però, a mio avviso si allontana dalla mia domanda. In altri termini nessuno discute l'utilità didattico-pedagogica del blocco "utenti online" semmai il fatto che un sito, senza un esplicita liberatoria può pubblicare il nome ed il cognome di chi è commesso. A riprova di ciò basti pensare al fatto che, generalmente, i siti pubblicano il numero di utenti online e non il nome e cognome. In tal senso la legge 196 del 2003 non mi sembra lasci spazio a fraintendimenti. 

Alessandro 

Immagine Matteo Scaramuccia
Re: Blocco utenti online
Core developersParticularly helpful MoodlersPlugin developers

Ciao Alessandro,
premesso il fantomatico IANAL, nel sito - qui, Moodle - deve essere presente un documento che descrive la Privacy Policy applicata: se li descrivi l'uso del Blocco Online ed i rischi che tu hai valutati, IMHO a quel punto è l'utente stesso che ti manleva dai presunti problemi di privacy.

HTH,
Matteo

 
Media dei voti: Utile (1)
Immagine Alessandro Carniato
Re: Blocco utenti online
 

Grazie per la risposta davvero esaustiva. 

Alessandro